Alimenti a basso costo ed i quattro livelli di mercato

Da parecchi anni, ormai, mi chiedo come e dove comprano la merce quei supermercati che mantengono costantemente i prezzi molto bassi, soprattutto quelli degli alimenti (frutta, verdura, carne, pesce, latticini).

Quando ero bambina, ho sempre sentito dire che il contadino guadagnava molto poco. Penso che sia questa una delle ragioni per la quale esistono così tanti terreni agricoli abbandonati.

Oggi si trovano molto facilmente frutta e verdura sottocosto (e certo, sì, anche gli altri cibi, e pure il non food…).

Tanto per fare qualche esempio:

Ancora oggi continua a girarmi nella mente la situazione ai tempi di mio nonno, quando chi lavorava la terra veniva diciamo così “sfruttato” dai grossisti.

Ai nostri giorni, mentre volano i numeri del “biologico” nella GDO (grande distribuzione organizzata), d’altro canto ci sono quei consumatori che richiedono prezzi sempre più bassi per risparmiare e contenere le spese

  • Chi sarà la vittima più sfruttata?
  • Chi lavora la campagna?
  • Cosa viene immesso nella terra per poter avere gli alimenti di base a prezzi irrisori?
  • Quanta chimica ingeriamo?

La risposta alle ultime due domande arriva sempre da questo articolo:

“un’analisi dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale rivela come il 63,9% delle acque superficiali e il 31,7% di quelle sotterranee siano contaminati e come, per ogni italiano, l’agricoltura immetta nell’ambiente 70,5 kg di pesticidi”.

Ora, non è mia intenzione denigrare i venditori delle grandi superfici e neanche le società che le gestiscono.

Quello che voglio, invece, è presentarti un ventaglio dei livelli di mercato.

1⃣Il 1° livello è quello a cui tutti pensano: prodotto ➡️ distribuzione ➡️ vendita.

2⃣Il 2° livello è un gradino più in alto: prodotto ➡️ grossista o importatore ➡️ aziende di supermercati ➡️ distribuzione ➡️ vendita.

3⃣ Il 3° livello: società di produzione ➡️ prodotto ➡️ importatori o grossisti ➡️ distribuzione ➡️  vendita.

4⃣ Il 4° livello – lobi alimentari ➡️ più società della grande distribuzione ➡️ produzione ➡️ prodotto ➡️ importatori o grossisti ➡️ distribuzione ➡️ vendita.

Ogni livello ha la sua importanza; quanto più la distribuzione è ampia, tanto più c’è richiesta di prodotto e necessità di collaboratori. Ed anche di manager per la compravendita della merce, i quali può capitare che non abbiano coscienza di quale prodotto sia e di come sia stato coltivato: se in un terreno o un altro, se c’erano bambini a lavorare o adulti schiavi.

Al 4° livello di management non si vede più il primo gradino, creandosi invece una guerra delle proposizioni d’affari.

E’ molto probabile che tu abbia dei dubbi su cosa hai letto fin qui…

La mia intenzione non è giudicare se questo sia un bene o un male, e neanche di obbligarti a credermi.

Vorrei solo invitarti a fare un ragionamento molto semplice, a partire da alcune domande…

  • Visti i costi della vita oggi, come si possono avere prezzi così bassi?
  • Perché molti agricoltori italiani non riescono più a mantenere viva la loro azienda agricola avendo prezzi concorrenziali troppo sproporzionati in rapporto ai loro bilanci contabili?
  • Cosa in realtà ingeriamo?
  • Pensiamo alla nostra salute ed a quella dei nostri figli?
  • Quante nuove malattie autoimmuni sono emerse negli ultimi anni? E da dove arrivano?
  • Come facciamo ad ammalarci, se gli alimenti, la nostra sostanza vitale, sono sempre più nutrienti, sempre più naturali, sempre più controllati?

Buona riflessione,

Clara

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