Alle origini del commercio, fra tavolette di argilla ed equazioni perenni

Ciao!

Oggi voglio di nuovo raccontarti come mai credo che il mondo del commercio avrà lunga vita.

La storia ci porta molto indietro nel tempo, all’incirca tremila anni fa, ben prima della nascita dei moderni negozi e dei centri commerciali

Ci troviamo in Mesopotamia, all’epoca della civiltà dei Sumeri. Dalle tavolette d’argilla trovate nella città-stato di Ebla veniamo a sapere in maniera precisa l’andamento del commercio dei Sumeri, il volume d’affari, l’import-export e il tipo di merci scambiate. Dati che dipingono il quadro di una società “florida e ben organizzata“, con rapporti regolari e costanti con i paesi più lontani. Furono loro a sostituire il baratto con l’uso della moneta!

Ancora più indietro. Lo scambio di prodotti della manifattura, prodotti alimentari, metalli preziosi, bestiame, esiste già nelle società primitive. Per Adam Smith, l’uomo ha un'”inclinazione al commercio, al baratto e allo scambio di una cosa per un’altra”, e proprio nel commercio affondano le radici della civiltà. Come si può leggere qui,  secondo Smith “le grandi civiltà del Mediterraneo sono state grandi perché c’era il mare calmo e con molte isole che consentono di navigare, che a sua volta sviluppa il commercio, che infine a sua volta favorisce la nascita e lo sviluppo della civiltà facendo entrare in contatto culture, merci e modi di produrre differenti“.

Cosa significa tutto questo?

Con parole mie, significa che questo interscambio è entrato a far parte del nostro DNA ed è talmente integrato al punto di essere penetrato nella nostra memoria cellulare, la quale, secondo la quantistica, dirige il nostro quotidiano.

La domanda che mi si presenta è:

“Se da ben oltre cinquemila anni l’essere umano fa affari nel commercio, e se è riuscito a vendere e comprare merce che veniva da lontano, che problema abbiamo creato noi, oggi?”

Da sempre si vende e si compra. Chi vende cerca il compratore e chi vuole comprare cerca il venditore.

Tutto sta in questa equazione.

Venditore:(sta a)Compratore=(come)Compratore:(sta a)Venditore

V:C=C:V

Se noi osserviamo a fondo questa formula vediamo che i due mondi si continuano a cercare, e quando si trovano si annullano, transazione effettuata… Si ritorna a zero, poi nasce una nuova idea che mette in moto il desiderio e si ricomincia l’equazione fino a soddisfazione completata.

Se da oltre diecimila anni ci sono persone che hanno vissuto e vivono nella prosperità è perché le loro menti hanno prodotto idee che stuzzicavano la curiosità e stimolavano il desiderio di acquisto.

Di quale idea abbiamo bisogno oggi?

Etienne Cambier nella sua cucina – Foto di Peter Engelsman da Facebook

Ti parlo di Etienne, un mio amico dottore che praticava la sua professione a Bruxelles. Ad un certo punto, dopo un suo periodo familiare difficile, gli venne la nostalgia della campagna, del vivere a contatto con la natura ed allora andò a trascorrere alcune settimane nelle Ardenne, dove aveva due cavalli e una casetta.

Ritornato a Bruxelles, Etienne mi confidava che era stanco della città e che stava covando l’idea di lasciare definitivamente la vita cittadina con tutte la sue ricchezze e le sue debolezze.

 

Nel frattempo, continuò alcuni studi sulla non violenza e sulla comunicazione, poi un giorno prese la Decisione.

Mi chiamò e contro il consiglio di tutti, meno il mio!, mise in vendita i suoi immobili, chiese un prestito bancario, comprò le due case vicino alla sua nelle Ardenne e sparì.

Dopo circa un anno e mezzo decisi di andarlo a trovare e vidi come aveva ristrutturato la sua prima casa, tutto da solo. Mi illustrava le altre due case mentre mi parlava del suo progetto che piano piano portava avanti:

ospitare gente in aperta campagna con camere, ristorante, e aiutare le persone a stare meglio.

Non avevo mai visto tanta luce nei suoi occhi, e la forza vitale che emanava. Non smetteva di parlare con entusiasmo, mentre camminava si fermava ad riordinare un attrezzo da lavoro lasciato lì.

Qualche settimana dopo passò alla seconda e intanto la gente cominciava a conoscere quel luogo dove poteva dormire, mangiare, cantare. Sì cantare perché la sera dopo aver dato la cena da lui stesso preparata, si metteva seduto con gli ospiti, una chitarra in mano e cominciava a cantare ed a far cantare… Era veramente uno spettacolo!

Oggi le tre case sono finite e lui felice dice:

“Clara, io chiedo come tu mi hai insegnato e da lassù mi esaudiscono, non so chi ma ogni volta penso a te ed ho fiducia, non spero anzi sono sicuro che vengo esaudito”.

Ci guardiamo negli occhi e ridiamo, l’ho sentito ancora ieri al telefono e indovina un po’ cosa mi ha detto?

Ti ricordi Clara che volevo una compagna che fosse come me? Ebbene anche questa volta qualcuno mi ha ascoltato! Grazie ancora della tua pazienza quando sfiduciato non vedevo nulla davanti a me e tu mi aiutasti a superare momenti impossibili, spingendomi a fare cose fuori dalla norma.

Ora sono completamente fuori dalla norma e mi sono reso conto che le persone non desiderano altro che vivere momenti diversi, momenti di svago, di tranquillità, nell’armonia di una casa che ricordi loro la pace che avevano dai nonni, dagli animali, dagli alberi, dai silenzi della sera con le stelle che ti guardano dall’alto mentre esprimi il tuo desiderio…

Questo è quello che volevo, vivere e far vivere per risentire i veri valori dell’Essere Umano, condividere ogni istante di gioia e far rivivere la gioia nei cuori, questo è quello che conta per me. Grazie Clara!

Cosa devo aggiungere di più?

Etienne ha avuto l’idea di vivere in un altro modo e di far vivere agli altri le sue e le loro emozioni. Trovo che è un bellissimo interscambio che tocca i sentimenti e il cuore di chiunque vada da lui.

Credo che quando vogliamo veramente qualche cosa e ci impegniamo a crearla, si aprano tutte le porte e non c’è crisi che tenga di fronte ad una volontà fervida e costante.

Uno ha un’idea e questa idea viaggia nell’aria risuonando nelle menti di chi vibra in quella stessa frequenza. Fra 7 miliardi di persone ce ne saranno alcune migliaia che apprezzeranno quell’idea e che si troveranno in sintonia con quella che per loro è una bellissima idea.

Non dobbiamo mai dimenticare che Siamo Tutti Connessi.

Ah, qui c’è il sito del mio amico Etienne Cambier: Les Trois Voisins

Buona vacanza e buon ritorno alla tua essenza,

Clara


Nota all’immagine in evidenza

L’immagine rappresenta la faccia detta “della pace” dello Stendardo di Ur, un reperto archeologico sumero, ritrovato in una tomba della necropoli reale di Ur, che risale al 2500 a.C. circa, oggi conservato al British Museum di Londra

La faccia, divisa in tre registri, rappresenta un banchetto e una processione alla presenza del re. Nel registro superiore il re, raffigurato di dimensioni maggiori e vestito con un kaunakes (un indumento composto da pelli di ovino), siede di fronte a altri sei commensali seduti, attorniato da cortigiani, danzatori, un coppiere e un arpista. Nei registri inferiori è raffigurata una processione di cortigiani e contadini, commercianti e artigiani che portano animali, doni e vivande.

(Informazioni tratte da Wikipedia)

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