Cittadini turisti uniti nella grande casa comune

Attività e cittadini sono assolutamente concatenati fra loro; l’importante è che l’anello di congiunzione sia in oro e non in ferro arrugginito.


Torno a scrivere le mie riflessioni intorno al turismo, perché è una casella importante della scacchiera socio-economica.

In genere, pensando al turismo ci si riferisce all’incoming, cioè al flusso di persone che giungono dall’estero.

Di Umberto Boccioni – Herzog-Johann-Gymnasium, Pubblico dominio

Secondo me, invece, i primi turisti dovremmo essere noi cittadini residenti, cominciando a vedere le nostre città ed i nostri paesi con occhi da stranieri.

Come sarebbe a dire, Clara?

Te lo spiego subito. Potremmo soffermarci ad osservare tutto quello che per lo sguardo è una routine e passa inosservato. Siamo noi che viviamo ogni giorno la città o il paese, ed è qui che abbiamo la nostra casa, è qui che ogni giorno noi e i nostri figli passeggiamo, incontriamo i nostri amici, è qui che riceviamo i primi sorrisi e il buongiorno a seconda di chi incontriamo, è qui che insieme a qualcuno al bar ci raccontiamo qualche barzelletta o scherziamo o semplicemente scambiamo un semplice gesto con la mano per salutare.

La città diventa la nostra casa molto più allargata con gli angeli custodi (Corpo dei Carabinieri), con gli operatori ecologici (quante volte li abbiamo ringraziati per svolgere questo lavoro?), con i medici e gli avvocati, con tutti i professionisti, con i bambini e gli anziani, le farmacie e i nostri meravigliosi punti d’incontro, le parrocchie, l’ospedale o il pronto soccorso, e tutti i bar ristoranti e negozi…

Tutto questo si trova nella nostra città: la nostra grande casa.

Ed io sono fermamente convinta che se tutti ci impegnassimo solo un pochino a tenerla pulita e in ordine, essa cambierebbe volto e anche noi ne saremmo fieri e saremmo felici di tutto quello che ruota e si muove all’interno di questo meraviglioso Castello con i suoi colori le sue albe e i suoi tramonti.

Se il cittadino fa la sua parte, se si rende quindi parte attiva, crea una forza indissolubile alla quale l’Amministrazione non può fare altro che attenersi per la sua azione di governo.

Mettiamoci insieme, osiamo amare e rispettare ogni piccolo angolo delle città e abbelliamolo per quanto ci sia possibile.

Ho imparato giorno dopo giorno e realizzo oggi che prima di criticare bisognerebbe amare e rispettare.

Immaginiamo di sollevarci e di trovarci a 10 metri in altezza sopra la città. Cosa vediamo?

Tutto e tutti, chi lavora e chi corre, chi fa la spesa, chi apre un negozio, chi aspetta il bus, chi fuma fuori dal bar, chi felice saluta, chi triste piange e incontra chi lo incoraggia, automobili che vanno altre che parcheggiano, biciclette….

Cosa sentiamo quando vediamo tutto questo?

E se fosse tutto fermo e tutto sporco, cosa sentiamo all’interno di noi?

E se fosse tutto risplendente e vedessimo che ognuno appena può fa qualcosa per abbellire? Cosa sentiamo?

Siamo sempre noi che facciamo girare il tutto, se non ci fossimo noi cittadini non ci sarebbe un’Amministrazione, siamo sempre noi a far girare l’economia in qualsiasi campo e se gli amministratori non vedono quello che noi vediamo allora facciamoglielo vedere con le nostre azioni, in modo tale che sia obbligata a riconoscerci.

Buona visione,
Clara


L’immagine a corredo dell’articolo rappresenta il dipinto La strada entra nella casa di Umberto Boccioni.

Il dipinto mostra una donna di spalle, ritratta mentre si poggia sulla ringhiera di un balcone. La vista che si apre da tale postazione mostra una fitta serie di edifici, una strada sulla sinistra e dei cantieri nella parte centrale del dipinto. L’opera presenta una potente carica emotiva, rappresentata dalla scelta dei colori e dalle forze che riescono persino a piegare gli edifici.

 Boccioni stesso descrive la sua opera in questo modo:

“La sensazione dominante è quella che si può avere aprendo una finestra: tutta la vita, i rumori della strada, irrompono contemporaneamente come il movimento e la realtà degli oggetti fuori. Il pittore non si deve limitare a ciò che vede nel riquadro della finestra, come farebbe un semplice fotografo, ma riproduce ciò che può vedere fuori, in ogni direzione, dal balcone”.

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