Come le corde della discordia portarono ad un accordo

Eccomi di nuovo qui con un altro aneddoto familiare alla “Scogliera”.

Dopo qualche anno che mio padre aveva acquistato lo stabilimento balneare, notammo che alcuni spazi erano pericolosi. Ce n’era uno proprio dove è appoggiato mio padre, come puoi vedere nella foto.

Papà Giacomo appoggiato alle corde “della discordia”

All’epoca dell’acquisto, le corde non esistevano; fu mio padre ad avere l’idea di aggiungerle, per abbellire ed anche delimitare la proprietà.

L’idea delle corde scatenò un putiferio. I proprietari dei bagni concorrenti, non appena furono conclusi i lavori, e realizzata anche una nuova zona per le docce, andarono al Comune, al Demanio ed alla Capitaneria di Porto per denunciare il lavoro irregolare di chiusura al passaggio pubblico nello stabilimento.

Un bel mattino di fine maggio, quasi pronti per ricevere i clienti, vedemmo avanzare verso il nostro locale le grandi autorità: Sindaco, Amministratori comunali, Ufficiale del Demanio, Ammiraglio e Comandante della Capitaneria di porto di Sanremo e Imperia armati di libri, penna in mano ed aria scrutatrice e severa.

Puoi immaginare la scena?

Silvano preso dal panico continuava a girare a vuoto, mia madre Ines cominciava a imprecare contro i vicini gelosi…

Mio padre fu l’unico che mostrò sangue freddo.

Calma, vediamo cosa vogliono, manteniamo la dignità e il rispetto, l’agitarsi non porta soluzioni“, disse.

 

Mi chiamò e insieme andammo a ricevere le autorità. Dopo le cordialità usuali di benvenuto, controllarono tutto lo stabilimento, trovandolo in ottimo stato.

Il Capitano e l’Ammiraglio ci dissero che non avremmo però potuto mantenere le corde, per non impedire il libero passaggio alle persone.

All’epoca lo stabilimento era all’altezza di un pennello (una struttura di difesa dell’arenile, ndr) che avanzava fin nel mare, quindi la nostra area era cementata e rimaneva un metro più in alto della spiaggia.

Questo era un elemento che conferiva una certa particolarità al nostro stabilimento, ma che poteva anche generare qualche insidia ai danni dei bagnanti.

L’anno precedente, una nostra cliente era caduta proprio da lì. Per fortuna, non si era fatta molto male e avremmo potuto chiederle di testimoniare a favore della nostra decisione di recintare l’area.

Qui c’è mamma Ines con mia figlia in braccio, sullo sfondo puoi ammirare le corde “della discordia”

Avevo fatto appena in tempo a ricordarlo a papà!

E così quando il Comandante e l’Ammiraglio eccepirono sulla recinzione, mio padre raccontò loro l’accaduto, dicendosi favorevole a togliere immediatamente le corde a patto che firmassero un documento nel quale si prendevano la responsabilità di qualsiasi incidente sarebbe successo a partire da quel momento!

I Due si appartarono, discussero fra loro poi con un cenno del capo ci chiamarono e ci dissero di non toglierle assolutamente. Anzi, ci fecero i complimenti per la precauzione.

Finì così con un buon caffè e il sorriso di accordo di fronte all’invidia dei concorrenti.

Ci accordammo (è proprio il caso di dirlo) con una stretta di mano e un affare concluso.

Cosa insegna questo aneddoto

Ecco le lezioni da imparare, per poterle mettere in pratica quando si presentano degli ostacoli o delle problematiche di vario genere. Chiamiamole pure buone regole per la gestione di una attività commerciale, ma valgono anche nella vita privata 🙂

  • Tutto dipende da noi, dal nostro modo sicuro di muoverci, di gestirci e di parlare.
  • Non lasciarsi prendere dal panico, mantenere la calma e la centratura ed avere così la mente pronta a ragionare per trovare le migliori soluzioni sulle problematiche che emergono.
  • Spiegare educatamente e gentilmente perché si è fatta una cosa al posto di un’altra.
  • Trovare un punto di accordo.
  • Mantenere il rispetto e le buone maniere, lasciare il tempo alle terze persone di pensare ed esprimere la loro propria opinione.
  • Se tutto è fatto per il bene proprio, della propria clientela e dell’ambiente difficilmente si trovano contrarietà.

Chissà cosa creerai nel tuo locale per fare invidia ai tuoi concorrenti! 😉

Buona fantasia,

Clara

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