Come può finire il commercio?

Oggi voglio portare la tua mente a riflettere su alcuni punti riguardo alla realtà in cui oggi viviamo.
L’intento è di poterti aiutare a vedere il mondo degli affari da un’altra angolatura.

(2013) Giampaolo Osele "Vado spesso controcorrente"
(2013) Giampaolo Osele “Vado spesso controcorrente” – Foto via mostralarocca.it

Ho un amico di nome Erik, fiammingo, che è un venditore della Forever Living (prodotti a base di aloe vera). Quando si rivolgeva a qualcuno per farlo entrare nel network della sua società, immancabilmente le persone rispondevano con frasi del tipo:

  • No, non ci entro perché solo i primi hanno guadagnato
  • No, ormai è finita, nessuno vuole più curarsi
  • No no, figurati, ormai gli ultimi che entrano non hanno più chance…

Queste frasi vagano da sempre nell’aria e s’infiltrano come spie nella nostra mente. Le avevo sentite anche io trenta anni fa a proposito di Herbalife, Avon, Amway, e via dicendo…

Guardandomi con i suoi occhi blu, dopo una delle sue riflessioni, Erik mi disse: “Clara, siamo sei miliardi (la popolazione mondiale dell’epoca, ndr) ad abitare su questa terra… ma dov’è l’ultimo, chi sono gli ultimi?“.

Lì per lì queste parole mi hanno un po’ sorpreso, ma più ci pensavo e più sentivo una grande verità.
Oggi siamo sette miliardi e mezzo (dai un’occhiata a questi numeri).

Come può finire il commercio?

Miliardi di essere umani in ogni parte del mondo, ognuno secondo le proprie disponibilità di denaro,

  • mangiano,
  • bevono,
  • si vestono,
  • camminano,
  • hanno incidenti,
  • vanno in vacanza,
  • usano prodotti di bellezza,
  • si pettinano,
  • si fanno la barba,
  • si lavano,
  • lavano i loro indumenti e le loro stoviglie,
  • usano le case con almeno un minimo di comfort.

Oltre ad occuparsi di queste cose di tipo pratico, gli esseri umani pensano.

A cosa pensano?

  • a dove andare,
  • a cosa mangiare,
  • a come essere più felici,
  • a come far fronte alle fatture,
  • a come essere amati,
  • a come appartenere ad un gruppo di loro gusto,
  • a come essere interessanti,
  • a come piacere agli altri,
  • a come farsi accettare dalla società,
  • a come soddisfare i propri bisogni fisici, lavorativi, mentali, spirituali.

Questa è la prima parte integrante dell’essere umano, poi viene la seconda parte: quella che non è più rivolta a se stessi ma al prossimo.

Fai agli altri quello che vuoi sia fatto a te stesso.

L’essere umano, dopo che ha cercato di soddisfare e risolvere i propri bisogni, guarda all’esterno, vede l’altra parte dell’umanità e cerca di entrare in contatto con essa…

Come? Offrendo quello che può, e che potrebbe essere: aprire negozi per vendere tutto ciò di cui hanno bisogno gli esseri umani. Ecco come si formano i retailer e da li nasce tutto.

Il commercio esiste da sempre. Da centinaia di anni si importano e si esportano merci e materie prime: dalle sete colorate della Cina alle patate del Perù.

Oggi, lo ripeto per fartene veramente prendere coscienza, siamo sette miliardi e mezzo di persone, che in maniera diversa e con disponibilità diversa continueranno a fare quello che hai appena letto…

E allora: come può finire il commercio? Come può essere possibile, secondo l’affermazione di mio padre, avere una visione futura di deserto?

C’è una cosa da fare.

Cambiare punto di vista, cambiare forma-pensiero.

Domani ti racconto cosa mi è successo venti anni fa, e come sia possibile andare armoniosamente ed eticamente controcorrente, ed avere successo.

Clara

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