Commercio online in Italia: alcune idee per svilupparlo

L’utilizzo di Internet per acquistare beni e servizi da parte delle famiglie continua ad essere un’attività non molto diffusa in Italia. Appena il 29% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato almeno una volta il web per effettuare acquisti nel 2016.

A rivelarlo, è l’ultimo Rapporto e-commerce 2017 diffuso da BEM Research intitolato “Luci e ombre del commercio online in Italia”.

L’articolo completo di Carlo Milani, direttore di BEM Research, start-up che si occupa di ricerche nel campo dei big data, dell’economia, della finanza e del web marketing.

E-commerce in Italia al microscopio: migliora ma per le piccole imprese è l’anno zero

Il commento di Clara

Ecco che le possibilità di aumentare il business dei negozi italiani emergono continuamente.

Lo stesso Milani suggerisce come passo da compiere “La creazione di un portale web che promuova il made in Italy nel mondo, mettendo in rete le tante piccole realtà produttive di qualità che in Italia abbondano in campi quali il settore alimentare, la moda e l’arredamento (…)“.

Ottimo. Io aggiungerei qualche altro suggerimento.

Credo sia arrivato il momento della solidarietà fra rivenditori e imprese, si potrebbe creare un filo diretto fra le due figure per dare ai retailer la possibilità di vendere ad un altro prezzo tutti i prodotti che ha nel proprio negozio anche via e-commerce, che siano spediti direttamente dalla ditta produttrice.

Questo sistema aiuterebbe a incrementare sia il rivenditore al dettaglio sia le aziende con cui lui opera.
Nello stesso tempo il governo povrebbe creare delle leggi che aiutino i commercianti ad agevolare assunzioni di giovani, studenti e non.

In che modo agevolare? Semplice: se i giovani sono nella fascia di età fra i 16 e i 20 anni non ci sarebbero spese di contributi da pagare ma solo l’assicurazione versata dal titolare delll’attività commerciale che verrebbe dedotta lo stesso anno dalle tasse.

Così si potrebbe in breve tempo migliorare l’economia, in primis perché i giovani con la loro perspicacia di sicuro troverebbero via internet metodi di vendita nuovi. E poi in questo modo si specializzerebbero sempre di più nella ricerca e nel trovare soluzioni; diventerebbe come un gioco che qualche anno dopo farebbe un buon curriculum per il loro percorso di vita. Da un’altra prospettiva l’Italia si metterebbe al pari con altri paesi innovativi e forse con il genio italiano li supererebbe.

Le idee sono tante, la tecnologia non manca mettiamoci al lavoro.

Buona fortuna,
Clara

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