E’ inutile costruire potentissime auto da corsa se i tubi di scappamento sono intasati

Leggendo un articolo che mi è arrivato sotto gli occhi questo pomeriggio sento salire in me una forte emozione non ben definita fra rabbia e indignazione.
Mi domando se qualche nostro politico sia mai stato all’estero! E se è stato all’estero cosa è andato a fare? Vacanze? E mentre fa vacanze, visto che è un politico e che ama il suo Bel Paese, noterà come vivono in altre Nazioni, si informerà di come funziona la loro economia, le loro assistenze sociali, i diritti dei cittadini, le tasse e le leggi dei commercianti? Vedrà quali Paesi sono in migliori condizioni  e quali sono più in degrado?
Mi domando come sia possibile che i governanti, a tutti i livelli dal locale al nazionale, non vedano che l’Italia ha bisogno del loro effettivo sostegno.
Ci si preoccupa tanto delle Banche, ma chi mantiene le Banche sono i cittadini clienti che non hanno più soldi perché troppe tasse impediscono di continuare l’attività, e quindi chiudono. E  il governo che fa? Aiuta le Banche le quali chiederanno aiuto fra uno o due anni perché ancora non ci saranno clienti, e di nuovo chi sono i clienti?
Idem per le grandi imprese, queste sono in crisi per gli stessi identici motivi: troppe tasse, troppe regole, troppo di questo e troppo di quello.
Ora un’altra domanda: chi mette in vendita al pubblico le merci delle grandi imprese? E’ presto detto: il commercio al dettaglio! Se il negozio su strada o l’ecommerce chiude, anche l’impresa produttrice chiuderà i battenti, prima o poi…
L’avrai di certo capito, ma è bene chiarirlo per chi invece non avesse colto la metafora che da il titolo a questo articolo.
Le auto da corsa sono le grandi Imprese, i tubi di scappamento sono i negozi.

Una via d’uscita c’è

E’ l’ora di cominciare a diminuire le tasse e cambiare le leggi, prendere ciò che funziona in altri Stati e farlo funzionare anche nella nostra Italia.
Il governo ha il compito di agevolare il commercio.
Non si possono creare sempre intoppi, che non si può fare questo se prima non hai quello, e se non hai quello non potrai mai… Ma quello non lo puoi avere perché non avevi fatto certi studi che ora ci vogliono cinque anni, e allora tu lasci perdere a mandi a quel paese il tuo progetto che poteva invece innovare la tua strada e portare turismo straniero.
Perché in America è tutto più facile? Quanto ci vorrà a cambiare direttive qui nel nostro Stivale?
Finché avremo un governo che non capta i segnali di ciò che funziona e che non lo rende operativo anche in Italia, come possiamo creare nuove cose, nuove leggi, nuovi diritti umani, come faremo sviluppare le nuove idee dei ragazzi che finiscono gli studi e con tanto entusiasmo vogliono sfoggiare le loro qualità ma che si sentono sempre rifiutare i progetti?

Ti faccio un esempio

Il figlio del mio amico geometra ha fatto gli studi di Architettura. Appena laureato con il massimo dei voti si è letteralmente tuffato a disegnare nuovi stili di case, ha dato spazio alla sua fantasia mantenendo un’armonia con l’ambiente rispettando la natura, ma ogni progetto veniva bocciato o modificato perché il piano Regolatore della Liguria richiedeva questo o quest’altro, mentre in Francia è sufficiente presentare il progetto che sia armonioso e tutto è fattibile.
Insomma lui non fa più quello cui aspirava con tutta la sua passione, ora tristemente lavora in un mobilificio. Stessa cosa è successa ai suoi amici i quali si chiedevano perché studiare nuove strutture se poi non te le lasciano realizzare, anni persi all’Università.

Un altro esempio

Il figlio della mia amica, 27 anni e laureato in ingegneria, dopo mille giri fra conoscenti,  curriculum, richieste di lavoro ovunque, si è sentito inutile. E’ partito per Londra dove ha iniziato subito a lavorare per una compagnia.
Tale compagnia nel giro di 6 mesi si è resa conto dell’intelligenza e delle capacità del ragazzo, lo ha chiamato in direzione e gli è stato chiesto come mai era finito a lavorare a Londra. La sua risposta?  “In Italia non ho trovato nulla”. Ora leggi cosa ha ribattuto il suo capo: “E’ veramente un peccato che l’Italia si lasci scappare una mente così fervida. L’Italia ha delle ottime scuole e un’ottima formazione eppure i giovani restano senza lavoro… E’ davvero strano!”.
Il figlio della mia amica, come ti puoi immaginare, si è sentito subito importante e sta dando il massimo di sé.

Questione di mappe…

Di Ettore Ferrusi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Perché i Nostri Governanti non si accorgono di quante risorse umane e intellettuali vengono sacrificate? Perché invece di litigare su questioni de lana caprina non si mettono a lavorare per fare star meglio tutti?

Soluzioni servono Soluzioni.

Cosa serve? Serve creare delle mappe per avere chiaro subito e a colpo d’occhio quello che succede in ogni ministero. Solo così di possono eliminare i corridoi che non sai mai dove ti portano.
Se non c’è una visione globale, ci saranno solo corridoi e non si vedrà mai il centro collegato alla periferia, ma solo e sempre un singolo corridoio alla volta, ognuno con i suoi problemi in cerca di soluzioni.
Clara

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