Esempio pratico di buona e cattiva comunicazione

Immagina di essere una persona mediatrice di affari; per il tuo lavoro devi soggiornare per diversi giorni in una città a te nuova, non conosci nessuno, hai bisogno urgente di andare in bagno… Cosa fai?
 
Sicuramente cerchi il bar più vicino; lo trovi… entri, è pulito e ordinato, senti un buon profumo, dietro il bancone c’è un signore con un’aria simpatica, ti accoglie con un sorriso e un buongiorno. Chiedi un caffè e dove si trovano le toilette, il signore gentilmente ti da le chiavi e ti indica la porta del bagno. Esci dalle toilette dopo esserti rinfrescato le mani e rilassato.
 
Il barman comincia a preparare il caffè, aveva atteso che uscissi per non farlo raffreddare e te lo porge con un sorriso, una battuta magari sul tempo tipo “Bella giornata” oppure “E’ nuovo del posto?”.
 
Ecco come nasce una nuova relazione che, se mantenuta, potrebbe essere un buon punto di riferimento per te.
 
Senza fare alcuno sforzo hai già un conoscente in città, un punto di informazione. Puoi chiedere dove si trova questo o quel posto, si possono aprire molte strade davanti a te ed avere molte opportunità da quel buongiorno con le chiavi del bagno in mano, sicuramente diverrà il tuo bar di fiducia, il tuo ufficio per gli appuntamenti e via dicendo.
 
Ora immagina sempre lo stesso scenario…
 
Arrivi in una città nuova per te, entri in un bar per andare al bagno, a prima vista non sembra molto pulito ma non puoi farne a meno… Nel bagno c’è uno scarafaggio per terra morto (è capitato a me!), ormai hai ordinato il caffè…
 
Avresti ancora la grande voglia di berlo? Per di più dietro al banco c’è una ragazza straniera dal volto molto freddo e duro che a malapena e con un tono quasi lugubre ti ha detto buongiorno, e che dopo averti servito il caffè ormai freddo ti presenta lo scontrino e si mette subito al suo cellulare.
  • Torneresti in quel bar?
  • Che impressione ti fa quella città quando esci dal primo bar? E dal secondo?
  • Che differenze senti dentro di te tra il primo e il secondo locale?
Saresti d’accordo con me nel pensare che il primo bar crea nel cliente un punto su cui puoi fare affidamento mentre nel secondo l’impressione è desolante?
 
Mi viene in mente un’altra frase di mio padre:

Il locale lo fa il padrone.

Sì sì, è proprio così. Se il padrone è sempre serio e musone non attirerà di certo una grande clientela, se invece pur mantenendo la serietà sul lavoro (pulizia, ordine e via dicendo) il padrone è simpatico, affidabile, sempre accogliente, attirerà sicuramente parecchi clienti.
 
La vita è fatta di regole e di leggi universali alle quali non si può sfuggire; se non si conoscono, è meglio non lanciarsi nel mondo del commercio o degli affari. Meglio rimanere dipendenti, con il piccolo salario ma sicuro (se così si può ancora dire visto il periodo in cui siamo).
 
 

Questo è un assaggio del mio libro, dal titolo provvisorio Evitare il fallimento è facile se sai come farlo.

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Immagine in evidenza di Elizabeth Tsung on Unsplash

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