Felici e concorrenti!

Se penso alla concorrenza penso che nel quartiere, nella stessa strada o nella stessa città esistono altri imprenditori che trattano più o meno gli stessi miei articoli.

Questo mi coinvolge personalmente e mi induce a cercare di essere migliore o comunque a differenziarmi in qualche cosa.

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Il mio amico Gian Nicola ha un hotel a Bordighera, e un giorno parlando del declino della clientela mi disse: “Sai Clara, qui a Bordighera non esistono quasi più alberghi quindi la gente viene sempre meno“.

In tutta risposta gli dissi: “Credo che essendoci meno alberghi tu abbia meno concorrenza, quindi tutto viene per il meglio nel tuo caso“.

Lui non era dello stesso avviso. “Bene, allora mettiamola su un altro campo – continuò Gian Nicola – Ti devi comprare un paio di scarpe ma non sai ancora il modello che oggi è di moda oppure non hai ancora le idee chiare… Quale città sceglieresti, quella dove ci sono solo due negozi o quella dove hai parecchi negozi per poter allargare la tua scelta?“.

Fu allora che capii! La concorrenza è necessaria, la concorrenza deve forzatamente esistere, è lei che obbliga la mente ad essere fantasiosa, è lei che porta all’innovazione, alle migliorie sia sul territorio sia nel negozio e nella merce da mettere in vendita.

Immagina una città con solo un negozio per tutti i generi merceologici, un monopolio… Avremmo tutti le stesse identiche cose: abbigliamento, alimenti, bigiotteria, oreficeria, noi donne avremmo tutte la stessa parrucchiera e la stessa sarta, gli uomini tutti lo stesso barbiere…

Per me, la vera concorrenza è uno studio, è la scienza del rinnovamento e dell’evoluzione di un popolo. Senza concorrenza tutto rimarrebbe statico, privo di valore e le menti si addormenterebbero.

A volte confondiamo concorrenza con furto (di clientela e quindi di profitti).

Mi spiego meglio.

Quando ho aperto la mia libreria, oltre a tutto il resto che già sai, tutti mi hanno detto: “Ma sei matta, apri in Vallecrosia una libreria cartoleria, c’è già Pellegrino che vende giornali, libri e cartoleria da trenta anni, è un concorrente troppo forte, non potrai mai riuscire“.

Queste frasi mi misero addosso paura e cominciai a guardare il mio giornalaio “Pellegrino” con avversione. Lo vedevo come una grande minaccia e allora gliene volevo per il suo negozio.

Lui, logicamente, sapendo che io stavo aprendo un negozio con più o meno gli stessi articoli, cominciava ad avere il mio stesso stato d’animo… finché arrivammo a guardarci in cagnesco. Invece di salutarci come avevamo sempre fatto ci abbaiavamo con grugno.

Mi resi conto nei mesi che seguirono che la mia clientela non era affatto la sua e l’indirizzo che avevo dato alla mia libreria era ben diverso.

Io trattavo più l’esoterico, filosofia e spiritualità, mentre da lui si potevano acquistare libri di letteratura e di storia, oltre a quelli scolastici.

Oggi potremmo dire che i miei erano articoli “di nicchia”, quelli di Pellegrino erano invece di consumo più diffuso e comune, legati al mondo della scuola.

Il nostro grugno si attenuò col passare dei mesi. Poi la storia andò a finire come ho già raccontato qui.

La concorrenza è un grande disegno e ogni negoziante è una tessera del puzzle.

Finché si pensa che la concorrenza sia un pericolo, un rubarsi i clienti a vicenda, si rimane nel monopolio.

E’ solo quando si vede la concorrenza come un grande disegno, che ognuno può essere una tessera del puzzle. E ogni tessera ha la sua importanza; che sia situata nel centro del disegno oppure in un angolo là in alto, senza quella tessera il disegno sarebbe incompleto e nessuno potrebbe godere della bellezza del puzzle.

Concorrenza non è appropriarsi dei clienti altrui. E’ esattamente il contrario!

E’ necessario evitare di cadere nella stupidità dell’invidia e della gelosia, questo lo fa chi non ha voglia di mettersi in gioco, chi non ha più voglia di cambiare, di aggiornarsi, di inventare, di abbellire, di dare linfa vitale alla sua strada, al suo flusso di clienti, alla sua città.

Come diceva Gian Nicola, la concorrenza serve eccome… essa è il perno del commercio e del turismo.

Invece di essere geloso del vicino che ha abbellito il suo locale datti da fare ad abbellire il tuo, se il tuo concorrente ha una novità, tanto meglio! Questo dovrebbe essere di stimolo per ingegnarti a mantenere i tuoi vecchi clienti ed a crearne di nuovi.

Abbiamo una mente formidabile, non lasciamola a dormire quando ci alziamo da letto.

Buona scoperta sulla tua capacità di innovare e creare.

Clara


L’immagine in evidenza è una vignetta di Roberto Mangosi

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