Il valore dell’umiltà

Proseguiamo il nostro viaggio attraverso gli episodi di “Cucine da incubo”.
L'Antica Toscana
L’Antica Toscana. Foto via davidemaggio.it

Qui vediamo lo chef Antonino Cannavacciuolo alle prese con il ristorante  L’Antica Toscana di Capannori (LU).

  
Il mio commento 
In questo episodio emergono due figure importanti: Padre e Figlio. L’autorità del padre mette in sottomissione il figlio che non osa e non si permette neanche di pensare che il padre stia “rovinando” il ristorante.
  
La prima lezione è quella di equilibrare le emozioni e i sentimenti: abbassare l’orgoglio del padre perfezionista e alzare l’autostima al figlio.
  
Nella seconda lezione entrano in gioco le responsabilità dei ruoli: il pizzaiolo non può fare il lavapiatti e il padrone non deve nascondersi in cucina e lo chef non deve abbandonare il suo posto.
  
La confusione crea confusione, come diceva qualcuno da un pero non puoi mangiare mele,  a meno che tu non faccia una manipolazione (innesto o altro). E qui la manipolazione è stata fatta nella cava, dove ognuno con le proprie mani ha cancellato l’ormai vecchio ruolo.
 
Anche qui come in ogni attività commerciale è richiesta umiltà. L’umiltà di apprendere, l’umiltà di riconoscere gli sbagli, l’umiltà di confrontarsi con la realtà.

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