L’obbligo del POS, la lotta all’evasione fiscale e gli effetti delle pressioni

Oggi prendiamo spunto dalla questione dell’obbligo per i commercianti e professionisti di dotarsi di Pos per la lettura delle carte elettroniche, accettando pagamenti già a partire dai trenta euro (soglia che ora è stata abbassata a cinque euro).

La notizia è questa: nonostante le critiche che si sono susseguite fin dal 2014, anno in cui è entrata in vigore la legge sul Pos, entro il 2017 si darà attuazione concreta all’obbligo per i commercianti e professionisti di dotarsene.

Come riportato su laleggepertutti.it:

Il decreto che recepisce la Direttiva Europea concernente le riduzione delle commissioni per i pagamenti di importo minimo (approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri e attualmente in corso d’esame) prevede:

  • una clausola che rimandi al Codice Civile per rendere definitive le sanzioni fino a trenta euro ad operazione per chi rifiuta di accettare pagamenti con bancomat e carte di credito;
  • la previsione dell’obbligo di possesso del Pos nonché dell’obbligo di accettare transazioni con carta per pagamenti al di sopra di cinque euro (vi è stato un abbassamento di soglia: da trenta euro a cinque);
  • l’introduzione di un sistema di sgravi fiscali o incentivi se si utilizza maggiormente la carta di credito e/o di debito per i pagamenti. L’esercente, il professionista o l’impresa che rispettino la normativa saranno, dunque, premiati;
  • la possibilità, per il cliente, di andare via senza effettuare il pagamento nell’eventualità in cui l’esercizio sia sprovvisto di Pos. In queste ipotesi si potranno lasciare i propri dati e chiedere di essere ricontattati non appena sarà possibile pagare elettronicamente.

Le motivazioni del Governo?

  • i clienti saranno agevolati, in quanto potranno effettuare pagamenti senza avere disponibilità immediata di contanti;
  • l’utilizzo del Pos, aumentando i pagamenti tracciabili, costituirà un utile strumento nella lotta contro l’evasione fiscale;
  • si cercherà di rimediare alla situazione di “arretratezza” in cui si trova l’Italia relativamente ai pagamenti digitali e alle carte elettroniche, che risulta palese effettuando un raffronto con la condizione degli altri Stati europei, nei quali i pagamenti elettronici sono molto più diffusi.
Un registratore di cassa “old style”

Il commento di Clara

Vogliamo lasciar liberi i cittadini di scegliere quello che sia meglio per loro?

Da ormai decenni si obbligano i commercianti ad avere il registratore di cassa (introdotto in Italia nel 1983) ed a rilasciare lo scontrino o la ricevuta fiscale.

Ne ho le prove continuamente che sia stata una decisione presa per favorire chi produceva questi dispositivi. Una conferma ulteriore la trovo in questo articolo de linkiesta.it, che cita a sua volta l’articolo di Stefano Lepri pubblicato sulla Stampa nel luglio 1983.

Il nuovo apparecchio non costa una bazzecola: da un milione e mezzo a cinque milioni di lire ed è solo in parte detraibile dalla dichiarazione dei redditi; il 40 per cento, con un tetto massimo di due milioni. Si scatenano un mare di polemiche perché molti sostengono che il provvedimento era stato preso per fare una favore all’Olivetti, che i registratori di cassa vendeva. «Attualmente il mercato è controllato per circa un quarto dall’Olivetti, per una piccola frazione da altri produttori nazionali e per tutto il resto da aziende straniere», afferma Lepri.

Certo, si dice in tanti modi diversi che alla base dell’introduzione dei registratori di cassa ieri e dei POS obbligatori oggi ci sia l’intento di combattere l’evasione fiscale…

A me succede che vado al mercato, e che i venditori sono subito pronti ad accertarsi che io prenda la ricevuta o lo scontrino.

Penso che si stia generando pressione e panico dei controlli dei controlli.
Sì, proprio così perché i venditori non sono controllati soltanto dalla Finanza ma anche dai concittadini stessi che hanno ormai paura di essere frodati!

Dove siamo finiti? In quale mondo? Ma chi controlla Il Grande Capitale Italiano? Chi controlla le spese degli aerei e gli altri viaggi, incluse le spese per il carburante, le auto blu e via viaggiando dei nostri Governanti? Chi controlla i passaggi di denaro che fanno le Banche?

Ora, capisco che con i POS i consumatori potranno pure essere agevolati, con la possibilità di fare acquisti senza avere disponibilità immediata di contanti. Ma non posso tacere del fatto che i governanti mirano alla lotta contro l’evasione fiscale.

L’Italia veste la maglia nera in Europa, lo dicono i numeri.

La mia opinione è che non sia necessaria e sufficiente una legge ad impedire l’evasione. I commercianti intenzionati a evadere il fisco potranno comunque trovare il modo per farlo…

Intanto, per ogni transazione la banca prende le sue commissioni, e quindi il commerciante incassa meno.

E’ una questione di senso civico e di coscienza, la non evasione, e di certezza (almeno parziale se non totale) che i proventi delle tasse siano spesi in maniera equa, efficiente ed efficace, senza sprechi, senza privilegi e senza favoritismi.

Penso agli scandali politici che si sono susseguiti in Italia.

Che fine hanno fatto i milioni, di lire prima e di euro poi, sottratti al beneficio dei cittadini? Quasi non se ne parla. Però si controlla lo scontrino del caffè, di un bottone, di una cerniera o di un rotolo di carta da cucina…

E’ risaputo che più si proibisce ad un bambino di rubare i biscotti e più lo si incita a farlo; la stessa cosa succede quando sarà più grande. Se gli si proibisce di uscire scapperà dalla finestra, se gli si proibisce di fumare fumerà e via trasgredendo…

Lo stesso vale per tutte queste pressioni fiscali (legali!?) sugli italiani. Penso che la pentola stia per scoppiare.

Non so in altri stati, ma in Francia, Belgio, Germania, Austria, Norvegia, Svizzera, Spagna i commercianti sono molto più rilassati dei nostri ed evadono molto meno.
Perché? Si porranno delle domande là in alto? Quando vanno in viaggi d’affari e di rappresentanza istituzionale non si documentano sullo stile di vita e su quali leggi vigono in quei paesi?

Mi chiedo, dando voce a chi si trova in situazioni difficili:

E di nuovo mi domando:

che tipo di Turismo vuole il Governo?

Continuando a tartassare i negozianti, nel giro di pochi anni andrà a finire che chiuderanno molti più negozi di quanto avvenga ora, con la conseguente chiusura delle ditte o grandi imprese, visto che i negozi sono l’ultimo importante anello della catena commerciale per la distribuzione dei prodotti.

A questo punto ci sarebbe soltanto un ringraziamento da fare.

Visioni dal futuro.
Grazie per aver ripulito gli italiani di tutto. Ora che le città sono vuote e silenziose, salvo gli immigrati che la animano sperando di trovare un lavoro o un’abitazione vuota, come faranno a vivere le Banche? Con quali capitali? Chi pagherà gli stipendi ai nostri governanti?

Smettiamola con queste continue ristrettezze.

Clara


Immagine in evidenza By HLundgaard (Own work) [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

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