Non è tutto oro quello che luccica

Un giorno mentre prendevo un caffè con il mio amico Franco, parlavamo della situazione che si era creata in Italia e di come i negozi erano in difficoltà a pagare tutti i conti.

  • Affitto/i
    A volte i locali sono formati da due aree; ogni area appartiene ad un proprietario diverso ed è come accollarsi un affitto doppio;
  • Luce;
  • SIAE;
  • insegne;
  • suolo pubblico;
  • e tutta una marea fra piccole, medie, grandi chiamiamole tasse che messe tutte insieme formano diversi migliaia di euro al mese.

E’ vero che il retailer deve tenersi aggiornato, che deve stare attento ai clienti, che deve soddisfare ogni sua curiosità ed ogni sua richiesta, che deve tenere pulito il locale, che deve innovarsi, che deve inventarsi sempre cose nuove, che deve dare sempre la parte migliore di sé, sempre con il sorriso, sempre con la battuta spiritosa pronta, sempre pronto.

Ma è altrettanto vero che è sempre lui a incassare i duri colpi che a volte clienti indisciplinati scortesi e maleducati offrono gratuitamente, del tipo:

  • sporcare ben bene le toilettes,
  • avere la pretesa di farti andare al tavolino almeno cinque volte per 2 caffè e una brioche mentre il locale è pieno e non sai come cavartela…

Di questi casi se ne potrebbero scrivere pagine e pagine da riempire un intero libro… Un altro! chissà, magari un giorno deciderò di scriverlo ;)…

Torniamo però al nostro commerciante mentre offre ogni giorno se stesso e incassa brutti colpi. Nel suo quotidiano orbitano gli avvoltoi che non aspettano altro che la cassa si apra e di vedere qualche biglietto da 10, 20, 50 euro, e subito si scagliano su di lui per sottrarne una percentuale.

E a chi andrà questa percentuale?

  • Al Governo?
  • All’INPS?
  • Alla Mutua?
  • In quali uffici?
  • E per che cosa averne in cambio?
  • Servizi? Quali?

In questo scenario si trovava un amico comune, il quale non sapeva più dove sbattere la testa, se suicidarsi o se chiudere bottega, ma in nessuno dei due casi avrebbe risolto il problema.

Nel primo caso, avendo dei figli se si fosse suicidato avrebbe messo a repentaglio la loro vita;

nel secondo caso, chiudendo si sarebbe trovato in strada con debiti da pagare senza lavoro e anche qui la famiglia ne sarebbe stata minata.

Un giorno quel nostro amico si recò in banca.

Non so se quel giorno Dio gli abbia inviato un Angelo.

Dopo l’ennesimo NO, un’impiegata addetta ai prestiti lo informò che esiste una legge che aiuta chi ha un sovraccarico di debito con Equitalia.

E’ la legge del 2012 sul “sovraindebitamento”, che ferma i pignoramenti e tiene conto delle situazioni economiche personali.

Ecco qui il caso di una sentenza che l’ha applicata per la prima volta.

E qui una breve guida operativa sulla Crisi da sovraindebitamento o legge salva suicidi.

Quel nostro amico, dopo il colloquio con l’impiegata della banca, ha contattato un avvocato il quale ha preso in mano la pratica e iniziato la procedura per dimezzare il suo debito.

Già te lo puoi immaginare, ma te lo dico lo stesso.

Dopo l’incontro con l’avvocato, l’espressione del nostro amico è cambiata totalmente, il suo umore è cambiato, la sua voglia di continuare è aumentata, il sorriso vero è ritornato.

Era scomparso il sorriso “plastico”, come lo definiva una mia amica gelataia la quale quando era in crisi familiare assumeva questo sorriso “plastico” per non trasmettere ai clienti un’immagine di rabbia e di aggressività.

A volte una anche minima speranza cambia la propria visione interiore ridando fiducia, entusiasmo, e voglia di ricominciare.

Basta poco per fare sorridere i cuori delle persone…

E’ sufficiente creare leggi che permettano di lavorare tranquilli. E se I Sommi Capi si comportassero da responsabili avremmo dei commercianti responsabili puntuali nei pagamenti e felici di poter pagare ma anche di poter vivere!

Buona lettura a proposito di questa legge che pochi conoscono. In realtà è poco divulgata, e mi domando quante altre leggi ci saranno che non vogliono farci conoscere…

Clara

 

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