L’orgoglio andò e tornò a piedi

Oggi voglio raccontarti quello che è accaduto al mio amico elettricista Claudio (il nome è fittizio).

Una mattina al bar, mentre Claudio si prendeva il suo abitudinario caffè di inizio giornata lavorativa,  entra un suo amico, allevatore di conigli e polli, che gli chiese se poteva fargli un lavoro abbastanza urgente. Claudio pensa un attimo ai suoi impegni e poi insieme decidono di vedersi la settimana successiva per visionare il lavoro da svolgere e decidere la data.

Tutto è andato bene, e dopo aver visto ciò che doveva fare, Claudio inizia a lavorare da subito. In completa fiducia non aveva detto il prezzo totale del suo intervento, perché essendo amici di vecchia data non si era fatto alcuno scrupolo e neanche il suo amico se ne preoccupava.

Mentre i lavori avanzavano, a Claudio venne in mente di far pagare soltanto il materiale e offrire in nome dell’amicizia la mano d’opera.

Tutto era nella sua testa, voleva fare una sorpresa finale al suo caro amico.

Il venerdì Claudio ha pensato di chiedere al suo amico un coniglio per il sabato. E quando puntualmente il giorno dopo Claudio si presenta al lavoro, a mezzogiorno il suo amico gli fa trovare il coniglio tutto pulito in un sacchetto. Lui lo prende e va a casa, apre il sacchetto e vede un biglietto con su scritto 18 euro.  Così mi ha raccontato la sua reazione: “Mi è venuto un colpo, io pensavo di regalargli la mano d’opera e lui mi fa pagare 18 euro, allora mi sono un po’ offeso e gli ho messo i prezzi come a tutti gli altri clienti“. E come se non bastasse “in più ho perso quell’affiatamento che si era instaurato dopo anni di vita sociale insieme“.

Cosa dire di questa storia? E delle migliaia di storie simili che avvengono ogni giorno?

Analizziamo la situazione.

Claudio PENSA e non esprime a voce la sua idea perché intende fare una sorpresa, quindi il suo amico, piuttosto pragmatico con una mente matematica, non sa nulla e non può immaginare un regalo abbastanza consistente, quindi si comporta come di sua abitudine, cioè facendo pagare il prezzo “di listino” del coniglio.

Il suo amico avrebbe potuto dire:

Per il coniglio ci aggiustiamo poi, non ti preoccupare” visto che intanto c’erano trattative in corso.

Claudio è molto immaginativo e un po’ sognatore, ama le sorprese e le novità, non ha pensato minimamente alla forma mentis del suo amico che è più matematica e meno creativa.

Se avesse saputo carpire il modo di pensare e di vivere del suo amico, Claudio avrebbe potuto dire  all’inizio dei lavori o quando lo aveva pensato:

Guarda, ho pensato di farti una sorpresa, ti offro la mano d’opera in nome della nostra amicizia, ne sei felice?“.

Molto probabilmente il suo amico gli avrebbe regalato non solo un coniglio ma anche un pollo e ogni volta che ne avesse avuto bisogno gli avrebbe fatto lo stesso regalo.

L’amicizia si sarebbe rafforzata e anche la loro felicità.

A volte perdiamo molti momenti di armoniosa socialità a causa del nostro orgoglio e delle nostre lacune comunicative.

Prima di agire o pensare è meglio riflettere e non solo per un minuto, ma più e più volte fino ad arrivare a vedere altre soluzioni che possono evitarci di rovinare il nostro buon umore e la nostra fiducia. Ed anche l’umore e la fiducia del nostro prossimo.

Abbiamo tutto nella nostra testa, come ci mostra la storia di Claudio e del suo amico.

Allora guardiamoci dentro questa testa e facciamo un po’ di pulizia. Andiamo oltre le cose che sono in  superficie, andiamo più a fondo e scopriremo i nostri più grandi tesori.

Mi è venuta in mente una barzelletta.

Un giorno Giacomo deve andare a trovare una sua amica ma avendo l’auto dal meccanico gli serviva una bicicletta che pensava di chiedere al suo amico Lino.

Mentre va da Lino, Giacomo pensa: Ora vado, gli chiedo la bici visto che lui ne ha tre, sicuramente me la darà! Fa qualche passo e nella sua testa si affaccia un altro pensiero: Certo che con tutto quello che ho già fatto per lui non oserà dire di no!

Altri due passi e un altro pensiero: E’ anche vero che ha un certo carattere ed è capace di rifiutare! e ancora Ma se rifiuta questa volta glielo dico che dopo tutta la nostra amicizia e quello che abbiamo condiviso sarebbe proprio un affronto nei miei riguardi.

E ancora i pensieri a catena continuano Sì… sì sento che non vuole darmela, ma ora mi arrabbio e gli dico tutto ciò che non ho mai osato dirgli per rispetto.

Più che mai si infervorisce No… non può negarmela, sicuramente me la presterà o ha paura che gliela rovini? Ma certo avaro com’è teme per il consumo delle gomme e del freno, magari anche del campanello!

Finalmente si trova davanti alla porta dell’amico e lo chiama forte LINO!!!

E quando Lino gli risponde: Ah, ciao Giacomo dimmi, che c’è?, tutto innervosito Giacomo gli urla: Vai a fare in bagno tu e tutte le tue biciclette!” e se ne torna a casa tutto arrabbiato senza che Lino comprendesse nulla rimanendo come un citrullo alla finestra chiedendosi Ma cosa è successo al mio amico?

Trovi le analogie fra la barzelletta e la storia di Claudio?

Buona caccia al tesoro, il tuo!

Con amore,
Clara


Per approfondire, ti suggerisco la lettura dell’articolo Vuoi comunicare meglio? Ecco gli errori da non fare più 

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