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Quando papà perse il suo primo negozio ed ebbe tutti contro

Oggi ti voglio raccontare cosa successe a mio padre prima di diventare un ottimo commerciante.

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All’età di 25 anni il mio papà decise di farsi prestare una somma da suo padre per comprare un negozio nel paesello nativo, nell’entroterra della riviera del ponente ligure. All’epoca io avevo 4 anni.

Gli articoli del negozio riguardavano l’agricoltura, attrezzi per lavorare la terra, semi, concimi, piante e via coltivando.

Il negozio fu aperto e i clienti iniziarono a entrare e siccome tanti erano amici, compravano e facevano mettere tutto in conto… Poi arrivava il rappresentante che svolgeva molto bene il suo lavoro: vendeva di tutto al mio papà, finché un giorno piovvero fatture dopo fatture. Impagabili, perché i clienti non pagavano quasi mai. E mio padre dovette chiudere.

Non ti dico la rabbia di suo padre, il quale, già, non voleva prestare il denaro per questo benedetto negozio…

Il fattaccio era sulla bocca di tutti, il paese era diventato ostile, mio padre non voleva più uscire di casa ma il dover pensare alla famiglia (moglie e figlia) lo obbligava a riprendere la quotidianità accettando lavori nelle campagne offerti dai suoceri.

Qualche tempo dopo papà fu contattato da una persona abbastanza conosciuta la quale voleva creare in società una fabbrica di coni per il gelato e produrre pure gelati. La sede era a Monaco di Montecarlo proprio di fronte al palazzo reale.

Da notare che mio padre prima di avere il negozio aveva lavorato da un gelataio, e anche la mia mamma a sua volta aveva fatto la gelataia.

In effetti, il nostro paese nativo ha i gelatai migliori della zona 🙂

Tornando a dirti di mio padre, la paura di ricadere in un altro fallimento lo portò a rifiutare l’offerta.

Non finisce qui. Poco tempo dopo venne contattato dal suo vecchio datore di lavoro il quale voleva lasciargli in gestione il bar gelateria. Questa volta anche mio nonno materno spinse papà ad accettare e fu così che con la mia mamma e me partimmo dal paesello per iniziare quella che è stata la loro avventura di vita.

Quella avventura di vita che oggi mi permette di aiutare le persone a trovare soluzioni nei casi per così dire difficili, quasi insormontabili.

La prima esperienza di papà è stata la base per imparare a comprare dai rappresentanti, imparare a farsi rispettare dai clienti per non ricadere nell’abitudine di lasciar correre e non farsi pagare.

Il rispetto deve sempre essere reciproco.

Con l’aiuto della mamma, insieme hanno ricreato quella voglia di fare, quell’entusiasmo di continuare a svolgere ogni giorno con passione la loro attività.

E’ quella passione e quell’entusiasmo che ancora oggi nutrono la mia vita e la mia missione di coach.

Anche io ho vissuto esperienze di fallimento, e nei prossimi giorni ti racconterò la mia storia.

Clara

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